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18
dic 2018

INTRODOTTE DELLE SOSTANZIALI MODIFICHE AL PROCESSO ESECUTIVO

 

Il D.L. 14.12.2018 n. 135 ha introdotto delle sostanziali modifiche al Codice di procedura civile, nella parte relativa alle esecuzioni forzate e in particolare a quelle immobiliari. 

Tutte queste disposizioni troverannno applicazione alle esecuzioni iniziate dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L..

Esaminiamo le modifiche.

 Conversione del pignoramento.

 Le modifiche, relative all’art. 495 c.p.c., comportano che:

  1. Il debitore che chiede la conversione del pignoramento deve versare con l’istanza una somma pari ad un sesto dei crediti del procedente e degli intervenuti. Attualmente la somma da versare ammontava ad un quinto.

  2. La rateazione massima concessa al debitore per il pagamento delle somme necessarie alla conversione passa da trentasei a quarantotto mesi;

  3. Il debitore potrà ritardare il pagamento della rata per trenta giorni al posto degli attuali quindici giorni;

 Liberazione dell’immobile e avviso di vendita 

Le modifiche, relative all’art. 560 c.p.c., comportano che:

  1. Quando il debitore, all'udienza di comparizione delle  parti di cui all'articolo 569 c.p.c. documenta di essere creditore verso le pubbliche amministrazioni (per crediti certificati e risultanti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni), per un ammontare complessivo pari o superiore all'importo dei crediti vantati dal creditore procedente e dai creditori intervenuti, il Giudice non può disporre la liberazione dell’immobile da parte del debitore se non prima che sia decorso un periodo tra sessanta e novanta giorni dopo la pronuncia del decreto di trasferimento. In tal caso quindi non può essere disposta la liberazione immediata prima della vendita.

  2. Della presenza dei crediti del debitore verso la pubblica amministrazione deve essere fatta menzione nell’avviso di vendita pubblicato.

 Nuova dichiarazione di credito anteriore all’udienza di comparizione delle parti

 Le modifiche, relative all’art. 569 c.p.c., comportano che:

a) Dopo la fissazione dell’udienza di comparizione delle parti e non oltre trenta giorni prima dell'udienza, il creditore pignorante e i creditori già intervenuti depositano un atto, sottoscritto personalmente dal creditore e previamente notificato al debitore esecutato, nel quale è indicato:

  1. l'ammontare del residuo credito per cui si procede;

  2. l’ammontare degli interessi maturati;

  3. il criterio di calcolo degli interessi in corso di maturazione;

  4. le spese sostenute fino all'udienza.

b) In difetto degli adempimenti di cui sopra, agli effetti della liquidazione della somma per la conversione del pignoramento di cui al primo comma dell'articolo 495, il credito resta definitivamente fissato nell'importo indicato nell'atto di precetto o di intervento, maggiorato dei soli interessi al tasso legale e delle spese successive.

c) È fatto salvo quanto disposto dagli articoli 565 e 566. Pertanto tale nuovo adempimento non pregiudica la possibilità di intervento dopo il trentesimo giorno prima dell'udienza. Nulla viene detto riguardo all'obbligo per tali creditori di specificare i suddetti aspetti nel loro atto di intervento. Allo stato sembrerebbe di no.